Pensieri al Volo

Volontarius Onlus, Bolzano

Racconto di una giornata intensa. Quando mai ci si abitua?

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Il ricordo di una giornata intensa di attività. Michele Lonardi è stato volontario e ora è collaboratore di Volontarius all’interno del magazzino viveri, che offre pacchi viveri a famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Dalle sue parole emerge la profondità del “prendersi cura” e di cosa significa “aiutare”, uno stile di vita che va ben oltre gli orari del proprio lavoro. Grazie, Michele, per questa importante testimonianza.

La giornata è cominciata poco prima delle 9, con la preparazione del magazzino in vicolo San Giovanni 3A, e l’arrivo dei volontari: Guido, poi Antonio, Maria Teresa, Franco, Giorgio ed infine Moussa e Sekou, che ci hanno raggiunti dal centro di accoglienza Casa ex Gorio. Per loro aiutare al magazzino non è un passatempo, ma un compito importante per portare un aiuto a delle persone che ne hanno bisogno, e un modo per condividere un’esperienza con gli altri volontari impegnati.

Una mattinata normale, se normale è che tante famiglie della nostra città debbano ricorrere a un aiuto per poter avere un piatto in tavola ogni giorno. Comunque è quello che vediamo quasi ogni lunedì. Siamo lì apposta per loro.

Si comincia con una sorpresa: una signora alla quale il mese scorso avevamo chiesto se la farina ricevuta non fosse troppa rispetto alle sue esigenze, ha pensato di farci un regalo e ha preparato una torta alle mele e del pane fatto in casa; forse è anche un modo per dimostrarci con orgoglio come utilizza quello che ha ricevuto. Sembrava impensabile ricevere un pensiero così da parte di una persona che sta passando un momento molto brutto, tra debiti e il rischio di rimanere in strada insieme a tutta la sua famiglia, tra cui diversi bambini.

Abbiamo gustato le due preparazioni in un momento di pausa, in attesa dell’arrivo di Sergio, che per i Cacciatori di Briciole raccoglie il Pronto Fresco (prodotti donati da supermercati perché prossimi alla scadenza o leggermente danneggiati e quindi a rischio di finire nel cassonetto). Al suo arrivo, alcune delle persone in attesa di ricevere il loro pacco di generi alimentari ci hanno aiutato a scaricare gli scatoloni, oltre una decina, carichi fino all’orlo di cibo che fino a poco prima sarebbe stato considerato “scarto”, e che invece grazie al lavoro di tutti i volontari potrà riempire la tavola di alcune decine di famiglie che abitano in centro a Bolzano.

Terminata la consegna mattutina, sono andato a comprare dei panini per pranzare in compagnia dei colleghi del Servizio di Assistenza Umanitaria presso la stazione di Bolzano. Dopo poco tempo si presenta un uomo già conosciuto dal servizio.

Viene dall’est Europa, ha poco meno di cinquant’anni, parla molto bene l’italiano, lo ha imparato negli anni leggendo i giornali che trovava in un ristorante italiano, due settimane fa è arrivato a Bolzano dopo essersi pagato il viaggio vendendo le sue galline, dato che qui un amico gli aveva offerto un lavoro. Ma al suo arrivo, l’amico non ha più risposto al telefono. Con nulla in tasca e la famiglia a distanza, gli sono venuti incontro la mensa di piazza Verdi e il centro di Emergenza Freddo per avere dei pasti caldi e un letto su cui dormire, il resto delle giornate le ha trascorse seduto all’interno della stazione, “guai a fare come alcune persone che vedo in giro, non bevo e non fumo, sono una brava persona” diceva di sé.

Sa che il servizio è dedicato alle persone in transito sul territorio e quindi non dovrebbe entrare, racconta in lacrime che poco prima gli è stata data la notizia della morte del figlio, giovanissimo e gravemente malato. Ha venduto la fede per venti euro e ne ha ricevuti altri venti da una persona di buon cuore, quanto basta per pagarsi il viaggio in pullman che durante la notte lo riporterà dalla moglie, il suo rammarico è di non avere nemmeno un soldo per comprare un fiore per suo figlio.

Viene fatto accomodare, i colleghi gli offrono da mangiare e un the caldo da bere, lui apprezza, si apre un po’ e mostra una delle ultime foto del figlio scomparso, un bambino in braccio alla madre.

Ha venduto la fede per venti euro e ne ha ricevuti altri venti da una persona di buon cuore, quanto basta per pagarsi il viaggio in pullman che durante la notte lo riporterà dalla moglie, il suo rammarico è di non avere nemmeno un soldo per comprare un fiore per suo figlio.

Non ho potuto fare nulla se non assistere a questa scena, non ci sono abituato (quando mai ci si abitua?) e non mi escono parole di bocca.

Poco dopo si presenta l’addetto di un’azienda che deve consegnare del materiale utilizzato da alcuni servizi di Volontarius, con l’occasione entro in gioco, dato che gli operatori erano impegnati con il signore.

Lui però si alza e si offre per dare una mano a scaricare il camion e sistemare le scatole nel piccolo deposito. Un modo per non pensare, o un modo per tenersi occupato stando in compagnia. Non lo fa malvolentieri, anzi, sembra che gli sia d’aiuto.

Sono quasi le 14, ore di ritornare al magazzino viveri per il turno pomeridiano, e pur con qualche dubbio vista la situazione, faccio al signore la proposta di dare una mano al magazzino viveri, dato che avere un’attività da fare potrebbe distoglierlo almeno per un po’ dal suo dolore.

Accetta, ringrazia gli operatori del SAU per l’accoglienza, riceve un piccolo sacchetto con biscotti e yogurt che gli servirà durante il viaggio e ci incamminiamo verso il magazzino viveri.

Lì troviamo Guido, Antonio, Renzo, Giorgio, Bryand, Moussa e Mustafa che prima ancora di sentire la sua storia lo accolgono a braccia aperte. Racconta l’accaduto ed è già il momento di distribuirsi i compiti e prepararsi a consegnare i generi alimentari ad una ventina di famiglie, di cui diverse sono già in coda davanti alla porta.

Preparare per ciascuna persona dei pacchi in base al numero dei familiari e ad alcune preferenze e necessità è un lavoro intenso, che occupa tutti per circa due ore, ma non è un peso per il nostro nuovo amico, anzi, anche grazie a questo trova la forza di parlare, persino di scherzare un po’.

Al termine, bis di pane fatto in casa e torta di mele, per finirla e condividerla con i volontari che hanno fatto solo il turno pomeridiano, tutti insieme contiamo i prodotti rimasti per compilare correttamente i registri, ed è il momento dei saluti.

Preparare per ciascuna persona dei pacchi in base al numero dei familiari e ad alcune preferenze e necessità è un lavoro intenso, che occupa tutti per circa due ore, ma non è un peso per il nostro nuovo amico, anzi, anche grazie a questo trova la forza di parlare, persino di scherzare un po’.

Riaccompagno il signore verso la stazione, dove attenderà la sera per andare a mangiare in Piazza Verdi e dormire le ultime ore in Italia all’Emergenza Freddo, non ha intenzione di tornare dopo il suo viaggio verso est.

Mi racconta altri aspetti della sua vita, il suo lavoro, i suoi parenti, come degli amici abbiano contattato la compagnia di pullman riuscendo a far ridurre il prezzo del suo biglietto, la colletta che stanno facendo per consentirgli di celebrare il funerale di suo figlio. E infine racconta di questo pomeriggio e di quanto si sia sentito parte di una famiglia per queste tre ore passate assieme, è contento e porterà quest’esperienza con sé.

A lui e a sua moglie l’augurio di ripartire insieme.

A tutti i volontari un grazie per aver saputo accogliere una moltitudine di persone infondendo sempre buon umore, grazie per aver ascoltato chi aveva delle difficoltà che voleva condividere, grazie per il sorriso che avete restituito al signore che ci ha accompagnati oggi pomeriggio, grazie per aver dato importanza ad ogni singola persona che abbiamo incontrato.

Autore: Redazione

La Redazione del Gruppo Volontarius è raggiungibile all'indirizzo redazione@volontarius.it. Oltre agli articoli per Pensieri al Volo, pubblica il giornale trimestrale VolInforma, mantiene aggiornata la presenza sul sito web e sui social e porta avanti diversi progetti di sensibilizzazione, a partire da quelli scolastici.

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