Pensieri al Volo

Volontarius Onlus, Bolzano

Nessuno può decidere dove nascere. Intervista a Simon, volontario in stazione a Bolzano

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Simon ha 22 anni e lavora, è vignaiolo.

Come hai saputo di quello che succede in stazione?
Faccio parte da diversi anni di Operation Daywork – Premio diritti umani e tramite contatti con questa associazione sono venuto a conoscenza della situazione della stazione. Appena libero da impegni di lavoro mi sono subito presentato per dare una mano.

Cosa provi quando si aprono le porte del terno?
È molto forte vedere le facce stanche ma con una determinazione incredibile. Rispondo a quello che vedo, alle volte sorridono, ma c’è anche disperazione e rabbia. Cerco di essere immediatamente attivo; a me non piace dire o pensare “poveracci”, preferisco fare subito qualche cosa, quello che posso. Mi colpisce molto il vedere persone che scendono da un treno, in un posto che non sanno nemmeno dov’è, vedendo la loro meta interrotta bruscamente.

Molti sono vicini alla tua età, che effetto ti fa essere da questa parte?
È vero sono molto giovani e questo mi colpisce ancora di più. Vengono da viaggi terribili. È una batosta sentire quei racconti, hanno fatto esperienze pazzesche anche quelli molto più giovani di me, bambini. E questa è una cosa che non finisce alla sera quando lasci la stazione e torni a casa, resta molto presente. Il loro coraggio è grande e devono avere tanta speranza per avviarsi verso un futuro che più incerto di così non si può.

Cosa vuol dire quel tempo di vicinanza in questo luogo di passaggio, che senso può avere?
Credo che bisogna distinguere il momento di servizio, cibo, kit igiene personale, bisogni primari e la parte di relazione. Parlare con loro, ascoltare la loro voce stargli vicino e dare forza. Con i bambini giocare un po’, parlare con i ragazzi. Per me è molto importante vivere in prima persona questa esperienza e non solo vederla in televisione o leggerla sui giornali. Poterla raccontare anche a chi ha altre posizioni; se parli con loro di cose che hai vissuto direttamente, hai tanti argomenti in più per far capire.
Uscire dalla stazione, che io definisco una fortezza, ti può permettere di andare a berti un aperitivo e non renderti nemmeno conto di quello che succede qui; è molto importante informare la gente rendendo tutti partecipi anche se preferirebbero rimanere al di fuori della stazione.

Cosa dici a quelli che vogliono cacciare tutti e lasciare i barconi in mare?
Credo che sia un semplice fatto di umanità. Il mondo è uno solo e le persone sono tutte le stesse persone. Se non si accetta che ogni persona è tale in qualsiasi posto si trovi, non si va da nessuna parte; è un semplice punto di base. Nessuno può decidere dove nascere. Ognuno deve riuscire a prendersi la propria responsabilità. Il motivo per cui la gente scappa è un sistema di vita che da anni crea le situazioni. È inutile dire aiutiamoli a casa loro; vuol dire che non li sfrutti più! Chi crede che una persona faccia questi viaggi se non è costretta allora vuol dire che non ha capito nulla! È fondamentale capire che sono persone e che nel momento che si trovano in stazione a Bolzano, vanno aiutate. Va aiutato il bolzanino che ha bisogno così come qualsiasi altra persona che soffre.

Quali sono secondo te le positività e quali le criticità del nostro operare in stazione?
Molto positiva è la risposta della società civile, c’è tanta gente che porta materiali, si impegna nei turni ai binari; una grande volontà di essere presenti. C’è bisogno di creare un clima di accoglienza, serve uno spazio dove le persone in transito possano riposare. Anche una migliore comunicazione tra i tanti volontari faciliterebbe il lavoro di tutti.

Due messaggi alla cittadinanza, ai giovani ed agli adulti.
Si possono unire questi messaggi: invitando tutti a informarsi. Se in prima persona vedi cosa succede, si cambia. Se tutti sapessero davvero cosa succede qui o nei vari centri di accoglienza, se uno è umano, non potrebbe più restare indifferente.

Autore: Redazione

La Redazione del Gruppo Volontarius è raggiungibile all'indirizzo redazione@volontarius.it. Oltre agli articoli per Pensieri al Volo, pubblica il giornale trimestrale VolInforma, mantiene aggiornata la presenza sul sito web e sui social e porta avanti diversi progetti di sensibilizzazione, a partire da quelli scolastici.

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