Pensieri al Volo

Volontarius Onlus, Bolzano

La tentazione della normalità

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Mi sono rotto della normalità. Sembra che tutto sia normale. Il peggio diventa la logica e riusciamo solo ad intendere il negativo che alla fine ci rappresenta.

Chiudere sta diventando, ma forse è già diventata o lo è sempre stata, la parola d’ordine. Chiudere gli occhi di fronte alle realtà che ci circondano e che abbiamo creato; chiudere il cuore rispetto alle sofferenze, ma anche alle gioie, che incontriamo; chiudere la mente al pensiero di ciò che è Giusto, che ci spaventa perché non ci permette nessuna giustificazione nel non fare. Chiudere tutte le nostre porte all’altro. E tutto è normale, è così.

No, non possiamo abituarci a questo. È questo il vero pericolo: abituarsi al peggio.

L’incontro con i giovani e gli studenti, più di 5100 contatti nell’anno scolastico 2015-2016, mi permette di gridare contro la TENTAZIONE DELLA NORMALITÀ, mi aiuta a pensare e sperare che la nuova rivoluzione sia possibile. Rendersi conto che il mondo è cambiato e decidere come viverlo, che società costruire, chiede, per questa nuova epoca, una rivoluzione umana.

Rimettere la persona al centro del pensiero, per poter pensare – parlare – agire diversamente, in maniera aderente alla relazione, scelta quale unità di misura di questo pensiero. Ecco la rivoluzione che ci potrà salvare.

L’incontro con i giovani e gli studenti, più di 5100 contatti nell’anno scolastico 2015-2016, mi permette di gridare contro la tentazione della normalità.

Nelle nuove generazioni sono molto presenti queste sensibilità. C’è molta attenzione quando si toccano le tematiche della persona, del trovare e conoscere se stessi, del riconoscere l’altro e decidere di prendersi cura l’uno dell’altro. Un’assunzione di responsabilità che non spaventa. Non si chiede mai di diventare o essere grandi; ci si accompagna in un riconoscimento del sé rispetto ad una età, una condizione, una serie di scelte che permettano di esprimere liberamente una natura, diverse sensibilità e personalità che trovano modo di emergere e manifestarsi.

Accompagnarsi e prendersi cura l’uno dell’altro significa anche uscire dalla piccolezza di visioni ripiegate su se stesse, centrate unicamente sulla riuscita o meno delle proprie aspettative, sull’unicità delle proprie opinioni. Decidere di incontrarsi per vivere, anche nell’altro e con l’altro, esperienze, crescite e condivisioni che altrimenti ci rimarrebbero sconosciute e lontane.

Quanta forza, quanta novità è latente nei nostri ragazzi. E quanti tappi  riescono a mettere gli adulti che non credono in loro. Che devono solo insegnare qualcosa, perché c’è un programma a rispettare; che devono fare al posto loro, perché non sono capaci; che devono pensare al posto loro, perché sono vuoti; che devono farli crescere, perché sono giovani. Non esiste il giovane. Esiste una persona con cui posso decidere di creare una relazione oppure comandare e dirigere.

Uscite ragazzi, gridate forte il vostro sentire, esprimete il vostro pensiero; tornate in piazza e diteci che mondo volete. Sarà senz’altro migliore di quello che vi stiamo lasciando.

Roberto Defant, responsabile dei progetti scolastici dell’associazione Volontarius, parla con gli studenti in occasione di Chiedimi perché ho freddo 2016

 

Autore: Roberto Defant

Roberto Defant ha collaborato con Volontarius fino al 2016, portando il suo entusiasmo e la sua profondità di essere umano all'interno di tutte le realtà dell'associazione. Responsabile della comunicazione, ha incontrato tanti studenti delle scuole di Bolzano contribuendo a sviluppare concretamente quello che intendiamo con sviluppo di comunità. Grazie Robi.

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