Pensieri al Volo

Volontarius Onlus, Bolzano

«Facciamo mediazione con il territorio. Ma servono passi avanti»

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Nel corso della mattinata del 19 dicembre il presidente dell’associazione Volontarius Claude Rotelli ha assicurato il sostegno di Volontarius nella gestione di situazioni di crisi, a partire dall’ottica di sviluppo di comunità che renda tutti partecipi e protagonisti.

Il gruppo Volontarius, che comprende anche la cooperativa River Equipe, dispone attualmente di 166 dipendenti, dei quali 106 sono attivi nell’area profughi, e di 301 volontari, 201 nell’area profughi.

Il presidente Rotelli ha restituito una panoramica sui fenomeni e sulle attività svolte durante l’anno 2016 a favore delle persone richiedenti protezione internazionale. «Mettiamo in campo tutte le nostre forze per il sostegno alle persone che desiderano essere aiutate» ha sottolineato Rotelli «e nel rispetto del loro percorso migratorio».

Case Accoglienza di Volontarius

L’associazione gestisce 12 strutture per l’accoglienza e supporta Croce Rossa e Croce Bianca presso l’ex Alimarket. Le Case Accoglienza gestite dall’associazione sono, a Bolzano: ex Caserma Gorio, ex scuola Einaudi, ex Hotel Alpi, Casa Conte Forni, Casa Frasnelli; a Merano ex Casa Lavoratore; ad Appiano ex Caserma Mercanti; a Ortisei Casa Sole; Casa Valtmaun; a Funes Cavallino Bianco; a Laimburg Scuola Agraria.

«Per chi vive nelle strutture è importante la gestione del tempo» spiega il presidente, motivando così la nascita di un’area dedicata alle attività ludico-ricreative. Attualmente sono in fase di realizzazione 29 attività interculturali, 22 attività sportive oltre a diverse altre attività quali partecipazione a eventi.

Le persone svolgono anche diverse attività di volontariato come quelle di giardinaggio, pulizia delle strade, archiviazione in biblioteca, aiuti logistici durante le feste di paese.

«Mettiamo in campo tutte le nostre forze per il sostegno alle persone che desiderano essere aiutate e nel rispetto del loro percorso migratorio».

Le persone richiedenti protezione ospitate

All’interno delle case accoglienza sono ospitate 709 persone: 619 uomini (di cui 33 minori) e 90 femmine (di cui 20 minori). La fascia di età maggiormente rappresentata è quella dai 18 ai 30 anni (72%). Le persone provengono per la maggior parte dal Pakistan e dalla Nigeria, ma molti anche dal Gambia, dal Senegal, dall’Iraq, dal Mali, dall’Afghanistan e dalla Somalia.

Formazione e inserimento lavorativo nelle Case Accoglienza

Nella formazione sono state assunte otto insegnanti che coordinano un gruppo di 85 insegnanti volontari. Da gennaio a novembre sono stati organizzati corsi di formazione per un totale di 9.578 ore. È nato quest’anno anche un sussidio, “Impariamo a… leggere… scrivere… contare” per l’alfabetizzazione di giovani e adulti analfabeti nella loro lingua madre.

Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo, nel mese di novembre 42 persone hanno iniziato un lavoro dipendente, 13 persone uno stage e 5 persone attività con i voucher. Maggiori opportunità sono state riscontrate nelle aree di ristorazione, agricoltura e pulizia.

Centri di Pronta Accoglienza per Msna (Minori Stranieri Non Accompagnati)

Al CPA presso Casa Conte Forni da gennaio a novembre sono transitati 67 minori, dei quali 38 sono stati “autodimissionari”, ovvero che hanno scelto di lasciare l’accoglienza per proseguire il loro viaggio migratorio. I ragazzi sono per la maggior parte di provenienza dell’Africa Centrale e di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

A novembre 2016, dei 16 ragazzi ospitati a Casa Conte Forni, 9 frequentano i corsi di lingua, 5 i corsi di alfabetizzazione e 2 frequentano la scuola.

Nel mese di novembre 2016, 42 persone hanno iniziato un lavoro dipendente, 13 persone uno stage e 5 persone attività con i voucher

Servizi di Assistenza Umanitaria

Al SAU di Bolzano da gennaio a novembre sono transitate 6.032 persone, un numero inferiore rispetto all’anno precedente ma con consistente numero di persone vulnerabili (237 famiglie e 358 minori). Al SAU di Brennero sono transitate 15.1130 persone.

Le persone vulnerabili, se lo accettano, vengono collocate in albergo oppure nelle strutture e non si tratta di dinamiche facili: serve innanzitutto trovare posto. Spiega Rotelli: «Siamo arrivati a concludere il servizio anche dopo le due di notte, perché spesso non avviene un riconoscimento immediato da parte delle forze dell’ordine». Durante l’anno sono stati effettuati 313 collocamenti, disponibili per persone vulnerabili; 1.090 sono stati invece i pernottamenti in stazione.

Siamo arrivati a concludere il servizio anche dopo le due di notte, perché spesso non avviene un riconoscimento immediato da parte delle forze dell’ordine.

Scenari futuri

«Volontarius è con il territorio e il nostro obiettivo è quello di una costante mediazione con la politica. Ringrazio per quanto si è fatto finora. Ma servono grandi passi avanti» spiega Rotelli «Bisogna intervenire a favore di tutte le persone che per esempio non passeranno il ricorso e rischiano di trovarsi da un giorno all’altro prive di qualsiasi tutela. La politica faccia questo sforzo. È una ricerca per il futuro. So che è difficile, ma va fatto».

Bisogna intervenire a favore di tutte le persone che per esempio non passeranno il ricorso e rischiano di trovarsi da un giorno all’altro prive di qualsiasi tutela.

L’associazione non è attiva solo nell’accompagnamento delle persone richiedenti protezione: un anno fa presentava al teatro Gries il bilancio di 15 anni di attività sulla strada.

 

Autore: Luca De Marchi

Classe ’95, studia lettere all’università di Trento e collabora da diverso tempo con Volontarius nel raccontare la vita dell’associazione e quella delle persone che, ai margini della società, spesso vengono ignorate; ne porta inoltre testimonianza alla società attraverso i media e gli incontri con i ragazzi nelle scuole e in altri gruppi.

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